lunedì 13 gennaio 2020

LA GUERRA




La guerra è una cosa malvagia.
La guerra è odio e cattiveria.
La guerra è distruggere il mondo.
Gli uomini non sanno quanti danni fanno.
Gli uomini non sanno che così provocano inquinamento.
Gli uomini non sanno che possono portare la pace.
Per un mondo di amore c'è bisogno di affetto.
Per un mondo di amore c'è bisogno di persone istruite.
Per un mondo di amore dobbiamo anche dire NO all'inquinamento e alla guerra.

Mariagrazia Trepiccione



venerdì 13 dicembre 2019

ILARIA CI PARLA DI CASA SAN FRANCESCO





Casa San Francesco è una casa che ci accoglie.
Qui non si fanno solo i compiti, ma si fanno dei laboratori, di arte, di teatro, di chitarra e festeggiamo anche i compleanni.
Qui siamo tutti fratelli, scuri o bianchi, siamo tutti uguali.

Ilaria F.





mercoledì 18 settembre 2019

LUCIA, GRAZIE PER ESSERE STATA LA NOSTRA PRINCIPESSA





Ciao Lucia,
Finora non riesco a crederci.
E' impossibile per me pensare che è la verità.
Non passa un giorno, che non guardo il Cielo sperando di vedere la tua faccia, almeno un sorriso.
Piccola, ho sempre sognato di poter avere una migliore amica. Ho avuto dei compagni, ma come ho detto, erano compagni.
Quando ti ho incontrato la prima volta, era il giorno del tuo compleanno a casa San Francesco D'Assisi. Non mi ricordo delle nostre prime parole scambiate, ma so che da lì abbiamo iniziato a fare tutto insieme. Abbiamo studiato insieme, seguito le lezioni di chitarra, di scrittura... Tante tante altre cose.
Ho avuto e ho sempre oggi vinto tutto per averti incontrato.
Ti ringrazio così molto.
Grazie per  essere stata lì per me.
Grazie per avermi ascoltata.
Grazie per la tua fiducia.
Grazie per avermi accettato come sono.
Grazie per essere stata quello che sei stata.
Grazie per essere stata la nostra PRINCIPESSA.
Grazie per tutto Lucy.
Ti voglio tanto bene.

Diaba Diallo

venerdì 15 dicembre 2017

CASA SAN FRANCESCO-ARTICOLO PUBBLICATO SUL POLIEDRO



<"Casa San Francesco d'Assisi" è una casa piena di amore, in cui il poco odio che vuole entrare viene cacciato. Lì dentro siamo tutti uguali, qualunque sia l'età, la religione, l'origine o il colore della pelle.>
Non avrei potuto trovare parole più belle per descrivere l’Associazione di Volontariato San Francesco d’Assisi onlus; sono le parole di Diaba Diallo, una ragazza senegalese che ha trascorso qualche mese con noi, prima di trasferirsi in Francia.
La nostra Casa si trova nel cuore di Caserta, a piazza Vanvitelli; è come due braccia aperte, pronte ad accogliere bambini e ragazzi che – per vari motivi – necessitano di essere aiutati e sostenuti.
L’associazione San Francesco d’Assisi – nella sua quasi decennale attività – ha ideato e realizzato tre progetti: 1) Francesco e Chiara, un progetto di aiuto alla vita, che prevede il sostegno ai bambini da zero a due anni; 2) Sorella Scuola, un progetto rivolto ai bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni, che si attua attraverso il sostegno nello studio, vari laboratori (chitarra, arte, teatro, pattinaggio, scrittura, cucina) ed altre attività ludiche. 3) Sorella Estate, campo estivo con attività ricreative, sportive e piscina.
Il centro della nostra casa è la Cappella dedicata a San Francesco d’Assisi, dove ogni giorno ci riuniamo per pregare insieme.
 Siamo nati da un incontro con Gesù e con Francesco d’Assisi e da loro continuiamo ad attingere energie per portare avanti questo progetto di amore.
Il Vangelo è la nostra Regola e la nostra forza. I bambini e i ragazzi, unitamente alle loro famiglie, vengono accolti con semplicità ed affetto fraterno, e subito la nostra casa diventa la casa di tutti.
Qualcuno penserà che io stia esagerando, che stia descrivendo una sorta di “isola che non c’è”.
Vi assicuro che non sto esagerando, vi dico anche che non è facile realizzare questo sogno d’amore, che sono tanti gli attacchi che abbiamo subito e che subiamo, che – come ha scritto Diaba – “ogni tanto un po’ di odio cerca di entrare”, che i bambini fanno i capricci, litigano ed anche noi grandi discutiamo, ma ci sforziamo incessantemente di tenere accesa la Luce della nostra fede, di cercare ed affermare la Verità.
Noi crediamo fermamente nel potere formativo della fede, dell’Amore, dell’educazione e della cultura, senza dimenticare i bisogni materiali delle persone. Infatti, la nostra casa è anche un centro di raccolta di abiti usati, scarpe, libri e giocattoli; beni che vengono forniti ai bambini e ragazzi seguiti nei nostri progetti.


Alessandro ci spiega l'Avvento


L'avvento è il periodo che precede il Natale.
Nel video che abbiamo visto nella cappella di Casa San Francesco, l'Arcangelo Gabriele annuncia a Maria che avrà un bambino, che dovrà chiamare Gesù.
Maria, perciò, si reca da Giuseppe e cercano insieme un posto per partorire il bambino.
A Betlemme non trovano posto, perciò Maria è costretta a partorire in una grotta il 25 dicembre.
E' per questo che noi festeggiamo il Natale il 25 dicembre.

Alessandro

EMANUELE CI SPIEGA L'AVVENTO




L'avvento è il periodo che precede il Natale.
In questo periodo, l'Arcangelo Gabriele annunciò a Maria che il Signore l'aveva scelta per portare in grembo il figlio di Dio.

Emanuele


Casa San Francesco...per Alessandro



Per me CASA SAN FRANCESCO è come una scuola, dove le persone più grandi aiutano a fare i compiti, ma è anche un luogo dove posso divertirmi con altre persone.


Alessandro

...per il sorriso di un bambino


martedì 14 novembre 2017

I Frutti di Sorella Scuola



Il primo giorno sono venuto a "Casa San Francesco" con il mio amico che si chiama Tena.
E' stato meraviglioso per me vedere dei nuovi visi e adoro come mi hanno bene accettato.
Le ragazze e i ragazzi che mi insegnano sono molto gentili e adorabili.
Ho passato dei momenti molto belli alla "Casa San Francesco" e spero di passarne altri ancora più belli.
E vi voglio ringraziare molto per avermi fatto apprendere la vostra lingua italiana.

Abdoulaye Sall
"Papy"



sabato 28 ottobre 2017

SILENZIO


Silenzio!
Vorrei che si facesse più silenzio. Nel silenzio sento il vento, sento le foglie, il loro fruscio, sento lo scorrere dell'acqua, il cinguettio degli uccellini, sento Dio, sento Te, che sei il Creatore di tutto questo ed anche di me.
Mi hai dato i sensi per percepire la natura che mi circonda, l'odore di lavanda che entra dovunque con la sua essenza prepotente e intensa.
Perché il mondo fa tanto rumore?
Perché la gente parla tanto?
Perché la gente fa tanto?
Vorrei ridurre il mio fare ed espandere il mio sentire.
Ti amo mio Creatore, non sai quanto.

Vorrei perdermi in questo abbraccio, io ferma qui su questa pietra, immersa nei colori e negli odori di questo monte, tu che mi circondi nell'impeto di questo vento, che diventa di tanto in tanto più avvolgente, fa volare i miei capelli e i miei pensieri verso una vita che abbia un senso vero, che non sia una corsa, ma un cammino in cui possa trovare lo Spazio per averTi accanto, intorno, al Centro del mio cuore.




venerdì 27 ottobre 2017

La piccola Emiliana racconta






C’era  una volta ...
una casa chiamata “CASA SAN FRANCESCO”.
La prima cosa che mi ha colpito è stata una ragazza di nome Rita, con la sua simpatia, dolcezza, felicità, ma anche la sua capacità di dare sempre gioia.
Un altro aspetto che mi piace di questa casa è il fatto che è divertente studiare con giovani ragazzi capaci di farmi sentire a mio agio.
Con loro, in genere, rappresentiamo la vita di San Francesco, attraverso scene piuttosto divertenti, ma particolarmente significative.
In estate, abbiamo fatto giochi in piscina, alla reggia e qui in Casa San Francesco. 
Questa esperienza è una cosa favolosa e divertente nella nostra casetta.

Emiliana

giovedì 19 gennaio 2017

Non vedo l'ora di ritornarvi domani



Casa San Francesco è un posto in cui tutti noi ragazzi ci ritroviamo per fare i compiti.
Il mio momento preferito della giornata è la merenda, perché possiamo prendere una pausa dai compiti.
In seguito, ci rechiamo nella cappella e preghiamo.
In questa Casa mi sono fatto tanti amici con cui mi diverto molto.
Non vedo l'ora di ritornarvi domani.

Gianfranco Rinaldi







venerdì 27 maggio 2016

Esercizi di scrittura creativa. Costruiamo una storia da un incipit di Cesare Pavese


<<Dal cortile di cemento un giovanotto a gola tesa gridava al terzo piano di ombre e sprazzi di luce: "State tranquilli, sono disoccupato.">> 


Così, invece di continuare la nostra discussione, scendemmo per incontrarlo.

Era un ragazzo di circa 17 anni,  triste e magro, indossava un pantaloncino blu, una maglia bianca, delle scarpe bianche ed un orologio rotto, aveva i capelli castani, ma soprattutto aveva una faccia pallida.
Era lì per cercare un lavoro, ma invece di aiutarlo nella sua ricerca, facemmo amicizia con lui.
Si chiamava Giulio.
Dentro era una persona molto allegra. Aveva perso i suoi genitori e viveva con la nonna.
Aveva una borsa di studio, ma non bastava, così si era messo a cercare un lavoro.
Dopo un po', lo invitammo su nel nostro appartamento e alla fine gli chiedemmo di venire con noi l'indomani in spiaggia e lui accettò.

La mattina successiva, dopo un po', arrivarono degli amici, che - invidiosi del nostro legame con Giulio - ci presero i telefoni e li misero nello zaino del nostro nuovo amico.

Ma per fortuna un passante li vide ed intervenne.
Discutemmo un po', ma alla fine dimenticammo tutto.
Eravamo amici e tra amici si supera tutto.
Diaba Diallo


VI PRESENTO CASA SAN FRANCESCO




In questa casa non si fanno solo i compiti, ma tante attività diverse: si viene qui anche per divertirsi e per stare insieme.
Noi qui siamo tutti amici e se qualche volta litighiamo, facciamo subito pace.
Facciamo tante cose belle insieme, ma per saperlo dovete provare questa avventura, io posso accennarvi qualcosa, ma quello che accade in questa casa non si potrà mai descrivere con le parole.
Questa casa è come un grande muro che ci separa dall'odio che c'è nel mondo, come una barriera, come un grande ombrello che ci protegge dalla cattiveria.
Questa è Casa San Francesco.
Lucia Ferrara

venerdì 20 maggio 2016

IL MIO TEMPO PASSATO A CASA SAN FRANCESCO


Sono Diaba Diallo, ho 16 anni e vengo dal Senegal.
Circa nove mesi fa, sono arrivata in Italia, con mia madre, mia sorella maggiore e il mio fratellino, per ritrovare mio padre ed anche per studiare e conoscere nuove cose e nuove persone.
Quando è iniziata la scuola, dopo un po', mio padre ha trovato un doposcuola.
Pensavo che ci sarei andata solo per fare i miei compiti, ma mi sbagliavo, infatti non era solo un doposcuola, ma era una casa, "Casa San Francesco d'Assisi".
Una casa piena di amore, in cui il poco odio che vuole entrare viene cacciato.
Lì dentro siamo tutti uguali, qualunque sia l'età, la religione, l'origine o il colore della pelle.
Come posso iniziare senza parlare di quella che ha organizzato tutto questo, che ha permesso a giovani come noi di vivere insieme, di amare e di dare, quella che ci ha permesso di avere un'altra madre, quella donna fantastica, bellissima, bravissima e unica, .....
Grazie a lei, ho anche imparato che quando leggiamo, cresciamo e che quando scriviamo, sviluppiamo.
Prima, pensavo che se non avessi scritto nessuno mi avrebbe riconosciuto come essere umano, ma ora mi sento viva, anzi sono pronta per ogni sfida che la vita mi presenterà.
Non posso finire senza parlare delle amiche e  amici che ho avuto: Lucia, Annagrazia, Buri, Antonella, Aram, Alexandra, Ivan, Maksim, Mohamed, Alfonso e anche le insegnanti.
Con Lucia e Annagrazia, soprattutto, ho una solida e vera amicizia.
Con loro mi sento benissimo e lo so, non si sceglie di diventare amiche, lo siamo per caso.
Diaba

venerdì 29 aprile 2016

LA PARTITA DEL CUORE - RACCONTO DI DIABA















Io sono Diaba e sono una ragazza di Casa San Francesco.
L'altro giorno, mercoledì 27 aprile 2016, c'è stata la seconda edizione della Partita del Cuore.
Sono arrivata a Casa San Francesco e ho indossato la mia maglietta rossa; c'erano anche di un altro colore; erano bellissime da vedere. Andando allo stadio con mia sorella e con le volontarie, ho visto da lontano tantissima gente che aspettava per entrare. Ero veramente emozionata. Quando siamo entrati, siamo andati direttamente sull'erba del campo di calcio urlando di felicità. Vedendo i bambini ridere, mi sono sentita anch'io piena di gioia.
Quando lo stadio è divenuto pieno di gente ci hanno dato dei palloni da tenere entrando in campo con i calciatori.
Ero così contenta. Non avevo mai vissuto un'occasione così bella che non smettevo di ridere.
Il bello è che tenevo per mano un calciatore della Casertana senza saperlo. Ho pure visto il Presidente della Casertana. Il momento più bello è stato quando abbiamo lasciato andare i palloni, è stato un momento di gioia totale perché ognuno forse stava lasciando volare qualche peso della propria vita.
Abbiamo guardato la partita. A un certo punto non avevo capito niente e ridevo chiedendo a Lucia "a che punto siamo?"...Poi il momento che aspettavo, la torta, era così grande con il cuore, bella proprio, ne ho mangiata tanta.
Ero veramente sconvolta. E' stata una delle mie migliori giornate. Una giornata di felicità, di gioia.
Diaba Diallo

LA PARTITA DEL CUORE - RACCONTO DI LUCIA



Io sono Lucia, un membro di Casa San Francesco.
Ora vi parlo della Partita del Cuore. 
La mattina del 27 aprile 2016, appena sveglia ho indossato la mia maglietta rossa della partita del cuore. Una bella maglietta rossa con il logo di Casa San Francesco e lo scudo della Casertana.
Io e i miei fratelli ci siamo preparati e nostra mamma ci ha accompagnato a Casa San Francesco.
Dopo abbiamo aspettato un po' di tempo e siamo partiti verso lo Stadio Pinto. 
C'era tantissima gente, tra ragazzi e adulti non si capiva più niente.
Una volta entrati, abbiamo accompagnato in campo i calciatori.
E' stato divertentissimo e c'era tutta quella gente.
Alla fine hanno distribuito le medaglie ai calciatori e se ne sono andati tutti; tutta quella gente all'improvviso è sparita.
Però in cambio c'è stata la torta! Una bella torta rettangolare con disegnato sopra un campo di calcio perfetto. Ma non era solo bellissima, era anche buonissima.
All'interno era tutta nutella, non dimenticherò mai il sapore di quella torta.
Insieme a Maddalena e ad alcuni ragazzi del doposcuola abbiamo portato un po' di torta al direttore della Casertana, con il quale abbiamo fatto anche una foto.
Quella giornata non la dimenticherò mai e spero che con Casa San Francesco ci saranno tante altre avventure.
Lucia Ferrara